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DA EUTERPE ALLA CHIPTUNE

Museo Piemontese dell'Informatica

"Già sul finire degli anni 60, le ricerche sull'uso del calcolatore in campo musicale erano molto promettenti e lasciavano intravedere interessanti applicazioni. La possibilità d'impiego dei calcolatori in campo musicale deriva dal fatto che un brano può essere rappresentato e codificato con una successione di numeri sia a livello simbolico (la partitura, le sezioni e le note sul pentagramma), sia (pur con approssimazione) a livello dei suoni associati alle note eseguite da ciascun strumento, per mezzo di opportuni parametri fisici.

Furono pensate e sperimentate tecniche e procedure software, per analizzare la struttura di un brano ed estrarne informazioni relative alle regole compositive che lo caratterizzano, per trasformarlo e anche per comporre nuovi brani (Tempelaars, 1972).

Presto fu avvertita anche l'esigenza di "eseguire" in maniera automatica la musica così elaborata o composta dal calcolatore, svincolando l'uomo dalle difficoltà esecutive legate alla manualità degli strumenti, dove per "eseguire" si intende generare segnali con opportune forme d'onda (sintesi), atti a produrre, tramite un altoparlante, suoni con attributi musicali specificati dall'utente.

Negli anni 80 si è sviluppato enormemente il mercato relativo agli home computer così che, grazie all'impiego di programmi professionali per le diverse piattaforme disponibili all'epoca (Commodore, Apple Macintosh, Atari) e al nascente standard MIDI, ognuno poteva sviluppare musica elettronica in casa propria."

 

Tipologia: gioco, mostra

Contatti: Elia Bellussi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

 

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